Informazione

Alla metà del 2014 l‘Agenzia di protezione dei rifugiati ONU (UNHCR) registrò oltre 55 milioni di persone in fuga, cioè persone che lasciano i propri paesi a causa di guerre,violenza, persecuzioni e violazioni di diritti umani. La maggior parte dei profughi viene dalla Siria, da cui sono dovute fuggire oltre tre milioni di persone, e dall’Afghanistan, così come da paesi come la Somalia e il Sudan.
(UNHCR 2014 Mid-Year Trends)

Cos’è un „rifugiato“?

 

RIFUGIATO

una persona che, temendo a ragione di essere perseguitata per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o di determinate opinioni politiche, si trova fuori del paese in cui ha la cittadinanza. (Convenzione di Ginevra, 1951; Protocollo 1967).

 

PROFUGO INTERNO

una persona in fuga all’interno del proprio paese.

 

RICHIEDENTE ASILO

una persona che ha fatto richiesta d’asilo in un paese diverso da quello in cui ha la cittadinanza e si trova in attesa di una decisione riguardo al riconoscimento del proprio status di protezione. Oltre allo status di rifugiato, all’interno dell’UE esistono anche la protezione sussidiaria e il soggiorno umanitario per persone che, pur non essendo vittime di persecuzione, a causa della situazione instabile nel loro paese non possono essere rimpatriate senza che ciò metta in pericolo la loro vita e quindi ricevono un permesso di soggiorno temporaneo. Un terzo di tutte le persone in fuga è composto da bambini e adolescenti, in parte anche minorenni non accompagnati. Oltre 25.300 le domande di asilo presentate a livello mondiale da parte di minori non accompagnati nel 2013, costretti a scappare da paesi come il Sud-Sudan, Somalia, Afghanistan, Eritrea e il Congo. In Italia nel 2014 sono sbarchati circa 26.000 minori. Tra di loro 13.000 minori non accompagnati: il 26% di questi minori non accompagnati successivamente è „sparito“ dai centri di prima accoglienza.

 

Quali sono gli stati del mondo che accolgono il maggior numero di profughi?

 

L’80% dei profughi rimane all’interno delle regioni di provenienza. I paesi che in questo momento accolgono il maggior numero di profughi sono, in ordine decrescente: Pakistan, Libanon, Iran, Turchia, Giordania, Etiopia, Kenia, Ciad, Uganda, Cina.

 

Ein Vergleich

UN CONFRONTO

Nel 2013 erano in fuga circa 2,5 – 3 milioni di siriani. Di questi nel 2013 ne furono accolti e registrati 851.000 nel solo Libano, dove già nel 2013 una persona su cinque era un rifugiato siriano. I ventotto paesi dell’UE, nello stesso anno, hanno ricevuto in totale solo 50.740 domande di asilo da parte di cittadini siriani.

 

Europa, Italia & il sistema di Dublino

Secondo la normativa veggente nell’Unione Europea, persone in fuga possono fare richiesta di protezione internazionale (“asilo”) una sola volta all’interno dell’UE, e sono tenuti a farlo nel primo stato membro in cui arrivano e questo stato è responsabile per accogliere la loro richiesta (Convenzione di Dublino). Non appena arrivati, o non appena le loro impronte digitali vengono registrate, i migranti vengono schedati nella banca dati europea Eurodac. Ciò comporta un carico nell‘accoglienza superiore rispetto alla media degli stati del Mediterraneo quali Italia, Grecia e Malta, ma anche di altri stati membri situati a est, come ad esempio l’Ungheria. In base all’ultima rielaborazione del Trattato di Dublino (Dublino III), i profughi che hanno familiari regolarmente presenti in uno stato membro hanno la possibilità di ricongiungersi legalmente. In pratica però questa regola non viene applicata!! Le statistiche dell’UE dimostrano che i profughi raggiungono paesi come la Germania o la Svezia in maniera autonoma (e “irregolare”).

Per evitare questi movimenti secondari, nell’autunno 2015 sono stati allestiti i cosiddetti centri Hotspot (strutture per sostenere i paesi più es. posti ai nuovi arrivi e cioè Italia, Grecia, Ungheria) ad identificare e registrare coloro che sbarcano, per decidere chi dei migranti ha diritto all’asilo e chi no e chi, secondo un sistema di quote verrà trasferito in altri Paesi europei oppure espulso e rimpatriato.

 

Nel 2014 l‘UE (28) ha ricevuto – 626.000 richieste d‘asilo, in particolare la Germania, la Svezia, l’Italia, la Francia e l’Ungheria.

 

Laender

 

Un sistema di quote

 

Dato che al momento questi 5 paesi registrano il 70% delle richieste d’asilo, in futuro l’UE cercherà di regolare la distribuzione dei rifugiati in proporzione a prodotto interno lordo, numero di abitanti, tasso di disoccupazione e precedente numero di richiedenti asilo degli stati membri. Rimane comunque importante includere anche aspetti come i „paesi d’arrivo prescelti“ e le necessità dei profughi, spesso motivate dalla presenza di familiari, di reti sociali, conoscenze linguistiche ed altro. In assenza di queste valutazioni il sistema di quote rimarrebbe restrittivo (e inefficace) al pari dell’attuale regolamento di Dublino.

 

Finché ci saranno guerre, e finché ci sarà una grossa disuguaglianza sociale ed economica tra i paesi del “nord” e del “sud” del mondo, le persone continueranno a fuggire per la loro sopravvivenza fisica e in ricerca di migliori condizioni di vita.

 

Le nostre condizioni di vita sono direttamente legate a quelle delle persone che fuggono dai loro paesi di provenienza e bisogna contrastare condizioni di vita cosi divergenti. A livello mondiale, molti dei conflitti da cui fuggono le persone nascono attorno a risorse che noi stessi consumiamo regolarmente nella vita di tutti i giorni, come il petrolio per andare in automobile, o il Coltan per i nostri cellulari. Inoltre, l‘esportazione di materie prime e l‘importazione di armi vanno spesso di pari passo. L‘impoverimento di molti paesi in epoca post-coloniale si è creato anche a causa del processo di liberalizzazione e, per esempio, di pratiche quali la pesca intensiva. Quest‘ultima ha difatti provocato conseguenze terribili per l’economia locale, come ad esempio per i pescatori in Senegal o in Somalia. „Aiutiamoli a casa loro“ dunque significa cambiare atteggiamento anche qui, a casa nostra.

 

Accoglienza profughi in Alto Adige

 

In Alto Adige viene accolto l‘1% dei richiedenti asilo e dei profughi presenti in Italia. Al momento si tratta di circa 500 richiedenti asilo. Inoltre, l’Alto Adige è diventata una „zona di passaggio“ per quelle persone che non vogliono richiedere asilo in Italia, ma che vogliono raggiungere un altro paese UE, anche se in base al regolamento di Dublino sarebbero tenuti a rimanere in Italia. Queste persone li vediamo nelle stazioni di Bolzano e Brennero dove, a causa di controlli da parte delle forze dell’ordine, vengono fermati. Le associazioni Caritas e Volontarius sono incaricate dell’accompagnamento dei richiedenti asilo collocati in Alto Adige.

 

AUFTEILUNG REGIONEN